
L’embodiment è un approccio che crea una connessione consapevole tra mente e corpo e favorisce l’autoregolazione attraverso l’ascolto delle reazioni fisiche e lo sviluppo della consapevolezza corporea. Può includere esercizi e pratiche ispirati allo yoga, all’aikido, alla psicoterapia corporea e ad altre discipline.
In parole semplici, le pratiche di embodiment aiutano a percepire e riconoscere ciò che accade nel corpo, per poi elaborarlo o modificarlo. Possono contribuire a ridurre gli effetti negativi di stress e ansia e permettono di lavorare con le emozioni intense, evitando che interferiscano con la vita quotidiana e trasformandole in una risorsa utile per raggiungere i propri obiettivi.
Le origini dell’embodiment e l’approccio orientale al corpo
La separazione tra mente e corpo nella cultura occidentale
Nel mondo occidentale è comune considerare la persona come divisa tra corpo e spirito. Sebbene nell’antichità si attribuisse maggiore valore alla forma, con l’ascesa del cristianesimo la dimensione interiore ha acquisito un’importanza predominante. Si riteneva necessario “mortificare la carne” e prendersi cura soprattutto dell’anima. Per esempio, all’apostolo Paolo viene attribuita la frase: “Perché la carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; sono cose opposte tra di loro, in modo che non potete fare quello che vorreste”.
Come eredi di questa tradizione culturale, a volte tendiamo, anche inconsapevolmente, a ignorare il corpo e i suoi bisogni:
- non ascoltiamo i segnali che ci invia;
- non gli forniamo abbastanza alimenti nutrienti;
- non ci muoviamo a sufficienza e conduciamo uno stile di vita sedentario.
L’unione tra mente e corpo nelle tradizioni orientali
L’approccio orientale al corpo è profondamente diverso. Nelle tradizioni cinesi, giapponesi e indiane, ogni aspetto della persona era considerato strettamente interconnesso. Mente e corpo devono essere in armonia affinché una persona possa vivere in equilibrio con sé stessa e con il mondo.
Questo approccio invita a prestare attenzione al proprio corpo, a soddisfarne i bisogni e a riconoscere quando qualcosa non va. L’Oriente, inoltre, è la culla di numerose pratiche corporee che agiscono sulla mente, come lo yoga in India, il qigong in Cina e l’aikido in Giappone.
Gli specialisti moderni dell’embodiment sviluppano esercizi basati sulle arti marziali, sulla ginnastica e su altre tecniche. Alcune varianti della pratica di Centering, per esempio, sono molto simili all’asana della “Montagna” nello yoga. Richard Strozzi-Heckler, uno dei creatori di questo metodo, ha basato i propri esercizi sull’aikido.
Come le pratiche di embodiment aiutano a lavorare sulla mente
L’embodiment non è un insieme rigido di esercizi sempre uguali. Al contrario, è un approccio flessibile e adattabile. Le sue tecniche possono comprendere movimenti spontanei, varianti delle asana e gesti ispirati alle arti marziali orientali. Proprio questa flessibilità è uno dei punti di forza del metodo: puoi scegliere ciò che ti fa stare meglio e che senti più adatto a te.
Quali sono i benefici dell’embodiment?
Attraverso le pratiche di embodiment puoi imparare a:
- Alleviare l’ansia: interrompere le reazioni corporee innescate dall’ansia, ritrovare stabilità e sentirti al sicuro attraverso il contatto con il tuo corpo.
- Rilassarti: percepire i muscoli, ridurre la tensione che li irrigidisce e sciogliere i blocchi corporei. Queste pratiche possono essere particolarmente utili nei momenti di rabbia.
- Ridurre lo stress: attraverso la respirazione, per esempio, puoi attivare il sistema nervoso parasimpatico, responsabile del mantenimento della calma e del recupero.
- Ritrovare energia: tendiamo ad associare determinate posizioni a stati specifici e, quando le assumiamo, possiamo iniziare a sentirci di conseguenza. Per esempio, allungare le braccia verso l’alto può rivitalizzare, mentre scuotere tutto il corpo aiuta ad allentare la tensione.
Una pratica di embodiment per gestire la rabbia
In ognuno dei nostri corsi di autoterapia proponiamo pratiche specifiche di embodiment. Sono esercizi molto semplici e, proprio per questo, all’inizio potresti persino dubitare della loro efficacia. Cerca di non pensarci troppo: provali e osserva come reagisce il tuo corpo. Inoltre, non richiedono più di cinque minuti.
Per esempio, puoi ridurre l’intensità della rabbia in un solo minuto. Probabilmente avrai notato che il corpo risponde immediatamente alla rabbia irrigidendosi. Lavorando attraverso il corpo, puoi allentare questa tensione e diminuire rapidamente l’intensità dell’emozione.
Esercizio corporeo di un minuto contro la tensione
- Trova una posizione comoda. Posiziona i piedi alla larghezza delle spalle oppure mantieni un’apertura leggermente più ampia.
- Riscalda le articolazioni. Esegui movimenti circolari con ciascuna gamba.
- Inizia a scuotere tutto il corpo, come fanno i cani quando si scrollano di dosso l’acqua. Puoi partire dalle ginocchia oppure da un’altra zona del corpo. Mentre lo fai, prova a sorridere.
- Continua per un minuto, lasciando andare gradualmente la tensione accumulata nel corpo.
L’esercizio può essere svolto anche in bagno: non serve molto spazio e l’effetto può essere percepito immediatamente.
Come praticare l’embodiment nella vita quotidiana
Anche fermarti durante la giornata e chiederti “Che cosa sto provando in questo momento? Che cosa sente il mio corpo?” può essere considerato una pratica di embodiment. Sì, può essere davvero così semplice. In fondo, ascoltare il corpo con consapevolezza è il primo passo verso un maggiore equilibrio interiore.
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