Come smettere di incolpare i genitori per la propria infanzia infelice

Come smettere di incolpare i genitori per la propria infanzia infelice

Molte persone non hanno avuto un’infanzia felice, ma ciascuna affronta questa esperienza in modo diverso. Alcune riescono a perdonare i propri genitori; altre non li perdonano, ma non provano più emozioni dolorose legate al passato. Altre ancora rimangono intrappolate nel risentimento e finiscono per incolpare i genitori dei propri fallimenti nella vita adulta.

La prima condizione è la più favorevole, perché nasce dall’accettazione del passato e dalla consapevolezza che è possibile prendere in mano la propria vita anche dopo un’infanzia difficile. Nel secondo caso, invece, la persona può rimanere bloccata nelle emozioni negative e fare fatica a maturare sul piano emotivo.

Perché incolpare i genitori per un’infanzia infelice è controproducente?

Incolpare i genitori significa attribuire loro non soltanto la responsabilità per ciò che è accaduto durante l’infanzia, ma anche quella per le difficoltà e gli insuccessi della propria vita adulta.

Chi pensa che la propria infanzia sia stata infelice per colpa dei genitori e che, di conseguenza, anche la vita adulta sia destinata al fallimento, può sperimentare emozioni molto intense e dolorose. Una grande quantità di energia viene assorbita dalle accuse, dalla rabbia e dal risentimento.

Se queste emozioni non vengono riconosciute ed elaborate, possono accumularsi e diventare sempre più ingombranti. La persona rimane così intrappolata nel dolore del passato e non riesce ad andare avanti.

Il circolo vizioso del risentimento verso i genitori

Il circolo vizioso della colpa può essere rappresentato in questo modo:

  • È colpa dei miei genitori se ho avuto un’infanzia infelice.
  • La mia infanzia infelice ha condizionato tutta la mia vita.
  • Non sto andando da nessuna parte.
  • Ora non riesco a realizzare nulla.

In questo modo, la responsabilità viene spostata interamente sui genitori: non sono stati capaci di rispondere ai tuoi bisogni e hanno rovinato la tua infanzia, quindi avrebbero rovinato anche il resto della tua vita.

In realtà, i tuoi genitori sono responsabili di ciò che è accaduto durante la tua infanzia. La gestione della tua vita adulta, invece, oggi dipende da te. Questo non cancella il dolore e non giustifica ciò che hai vissuto, ma ti permette di recuperare uno spazio di scelta.

Cosa succede quando continui a dare la colpa ai genitori

Rimanere bloccati nell’accusa può influenzare il modo in cui si affrontano le scelte, le difficoltà e le relazioni. In particolare:

  • puoi sentire di non dover fare nulla per cambiare la tua vita o di non esserne capace;
  • puoi trovare nel passato una giustificazione immediata per ogni fallimento;
  • puoi sviluppare un atteggiamento infantile e fare fatica ad assumerti le tue responsabilità.

Inoltre, l’abitudine ad attribuire la colpa ai genitori può essere trasferita anche alle altre relazioni della vita adulta.

Puoi iniziare a incolpare il partner, gli amici o i colleghi per ciò che non funziona. Di conseguenza, le relazioni si deteriorano, mentre tu continui a sentirti fermo e senza possibilità di cambiare direzione.

Come smettere di incolpare i genitori: 2 passi per crescere

Se ti riconosci in questa descrizione o ti accorgi di mostrare segnali di immaturità emotiva, puoi cambiare il modo in cui affronti il tuo passato. I due passaggi fondamentali sono riconoscere la parte infantile di te e assumerti la responsabilità della tua vita adulta.

1. Comprendi e separa la tua parte infantile da quella adulta

È importante accettare che la tua parte infantile possa continuare a provare dolore, perché durante l’infanzia non ha ricevuto ciò di cui aveva bisogno. Riconoscere questa sofferenza, però, non significa vivere senza uno scopo o rimanere immersi nella negatività.

Con il tempo, queste emozioni potrebbero diventare meno intense, anche se forse non scompariranno del tutto. La tua parte adulta, tuttavia, può imparare a riconoscerle, contenerle e gestirle senza lasciare che controllino ogni tua scelta.

Per prenderti cura delle emozioni legate alla tua parte infantile, puoi seguire questi tre passaggi:

  1. Ammetti e accetta ciò che ti è mancato. Puoi dirti: “Non ho avuto un’infanzia molto felice. Non ho ricevuto abbastanza cure, accettazione, attenzione e amore”.
  2. Concediti tempo e spazio per elaborare le emozioni. Riconosci ciò che provi: “Sono arrabbiato, ansioso e turbato per la mia infanzia infelice”.
  3. Offri a te stesso ciò che ti è mancato. Ricordati: “Ora sono un adulto e so prendermi cura di me stesso”.

A questo punto puoi iniziare a costruire la tua vita partendo dai tuoi bisogni e dai tuoi desideri. Puoi conoscere meglio te stesso e passare dall’attribuire ogni responsabilità ai tuoi genitori all’assumerti la responsabilità di te e delle tue scelte.

2. Assumiti la responsabilità della tua vita adulta

Nonostante la tua infanzia infelice, ora sei un adulto e sei responsabile della direzione che dai alla tua vita. Assumersi la responsabilità non significa negare il passato, ma riconoscere che oggi puoi scegliere come comportarti.

Puoi decidere:

  • se darti ciò che non hai ricevuto durante l’infanzia oppure continuare a privartene;
  • se fare qualcosa per cambiare la situazione oppure non fare nulla.

Anche non agire è una scelta, e ogni scelta porta con sé delle conseguenze. Se decidi di fare qualcosa e di aprirti una nuova strada, puoi iniziare individuando i tuoi desideri e creando un piano d’azione concreto.

È utile parlare con i genitori del risentimento legato all’infanzia?

È meglio affrontare apertamente con i genitori il risentimento legato alla propria infanzia oppure evitare il confronto? Non esiste una risposta valida per tutti.

Non puoi sapere con certezza se i tuoi genitori siano pronti ad accogliere serenamente le tue emozioni negative e le tue accuse. Spesso può accadere il contrario: la persona esprime la propria insoddisfazione e il risentimento per una vita che considera rovinata, mentre i genitori si chiudono e rifiutano di affrontare l’argomento.

Non è utile iniziare una discussione con l’unico obiettivo di stabilire “chi aveva ragione e chi aveva torto”. Prima di cercare un confronto, prova a entrare in contatto con il tuo mondo interiore e a elaborare le tue emozioni.

Dopo aver riconosciuto e affrontato ciò che provi, potresti persino accorgerti di non avere più bisogno di parlarne con i tuoi genitori. Il punto centrale non è ottenere da loro una risposta precisa, ma smettere di lasciare che il passato determini completamente la tua vita presente.


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