8 decisioni inconsce dell’infanzia che condizionano la vita adulta

8 decisioni inconsce dell’infanzia che condizionano la vita adulta

I bambini hanno ancora poca esperienza della vita e, proprio per questo, credono nei miracoli, arrivano a conclusioni insolite e si comportano in modi che agli adulti possono sembrare fuori dagli schemi. In alcune situazioni, osservare la realtà dal punto di vista di un bambino è positivo, perché permette di immaginare soluzioni creative.

A volte, però, continuiamo a vivere sotto l’influenza di decisioni inconsce prese durante l’infanzia. Con questa espressione si intendono le conclusioni che un bambino può trarre su sé stesso, sugli altri e sul mondo in risposta alle proprie esperienze. Se rimangono attive anche nella vita adulta, possono condizionare emozioni, autostima, comportamenti e relazioni.

Quali decisioni infantili possono influenzare la vita adulta?

Gli schemi mentali descritti in questo articolo possono essere riassunti in otto convinzioni o atteggiamenti:

  • non fidarsi di nessuno;
  • considerare gli altri responsabili del proprio benessere;
  • interpretare ogni situazione con ostilità;
  • volere che tutto avvenga secondo le proprie condizioni;
  • parlare senza riflettere;
  • vivere soltanto nel presente, senza considerare le conseguenze;
  • credere che la vita sia una battaglia;
  • pensare che nulla dipenda da sé.

1. Non ti fidi di nessuno

La decisione di non fidarsi di nessuno può nascere quando un bambino indifeso vive un dolore o un trauma che non riesce ad affrontare. Le emozioni negative legate a quell’esperienza possono rimanere irrisolte e continuare a influenzare il suo modo di percepire le persone.

Nella vita adulta, questa convinzione può tradursi in solitudine, paura e ansia, rendendo difficile affidarsi agli altri e costruire relazioni serene.

2. Consideri gli altri responsabili del tuo benessere

Un bambino può sentirsi talmente impotente da non credere di essere capace di prendersi cura di sé stesso. Può quindi convincersi che debbano essere sempre gli altri a proteggerlo, sostenerlo o decidere per lui.

Se questo schema rimane attivo nell’età adulta, può favorire la dipendenza dagli altri, l’assunzione del ruolo di vittima o persino il coinvolgimento in relazioni violente.

3. Interpreti tutto con ostilità

A causa di esperienze negative non elaborate, un bambino può iniziare a vedere il mondo come una minaccia. Rimane sempre pronto a difendersi e si convince che “la migliore difesa sia l’attacco”.

Una volta adulto, può prendere tutto sul personale, faticare ad andare d’accordo con gli altri ed essere conosciuto per il proprio cattivo umore. Questo atteggiamento può alimentare solitudine, amarezza e un senso di vuoto interiore.

4. Pensi: “O si fa a modo mio, o niente”

I bambini non hanno ancora imparato pienamente a rispettare i desideri degli altri. Per questo possono pretendere che ogni loro capriccio venga soddisfatto e reagire con sofferenza quando qualcosa non va come vorrebbero.

Quando un adulto mantiene lo stesso atteggiamento, la rigidità del pensiero “o a modo mio, o niente” può portarlo a perdere opportunità, ostacolare la propria crescita, ridurre la qualità della vita e ritrovarsi solo.

5. Non pensi prima di parlare

Parlare senza riflettere è un comportamento tipico dei bambini impulsivi, che non hanno ancora imparato a controllare le proprie emozioni o ad analizzare una situazione prima di reagire.

In età adulta, questa impulsività nella comunicazione può danneggiare le relazioni e compromettere la reputazione personale. È davvero questo il risultato che desideri?

6. Vivi soltanto nel “qui e ora”

Da piccoli non abbiamo un’idea chiara del futuro. È quindi naturale che un bambino non ami le restrizioni e non sia ancora in grado di assumersi pienamente le proprie responsabilità.

La situazione cambia quando un adulto vive nel “qui e ora” senza considerare le conseguenze future. Questo approccio può portare a decisioni istintive e irresponsabili, potenzialmente dannose per sé e per gli altri. Inoltre, questo modo di pensare può favorire diverse forme di dipendenza.

7. Credi che la vita sia una battaglia

Questo modo di pensare può appartenere a un bambino arrabbiato, abituato a credere che “la ragione sia del più forte”. Per lui, combattere diventa l’unico modo per ottenere ciò che desidera e conquistare il proprio posto nel mondo.

Quando cresce, può continuare a percepire ogni situazione come una lotta, sentendosi costantemente spossato e insoddisfatto. Le sue relazioni intime possono fallire e può accompagnarlo la sensazione generale di girare a vuoto.

8. Credi che nulla dipenda da te

Questa convinzione può presentarsi anche nella forma: “Non sono capace di fare nulla”. Un bambino può arrivare a questa conclusione quando non riesce a superare il proprio senso di impotenza.

Se mantiene lo stesso modo di pensare da adulto, può preferire lasciarsi trasportare dagli eventi, avere paura del cambiamento, non ottenere ciò che desidera e non riuscire a trovare il proprio posto nella vita. La convinzione che nulla dipenda da sé limita infatti la capacità di riconoscere le proprie possibilità di scelta.

Le decisioni prese nell’infanzia si possono cambiare?

Sì, una persona adulta ha il potere e la capacità di cambiare la situazione. Un bambino prende queste decisioni in modo inconsapevole, basandosi sulle proprie esperienze e sugli strumenti emotivi che possiede in quel momento. Crescendo, però, può imparare a riconoscere gli schemi che continuano a condizionarlo.

Vale davvero la pena mantenere atteggiamenti mentali che portano soltanto svantaggi, invece di cercare di migliorare concretamente la propria vita? Riconoscere queste convinzioni infantili è il punto da cui partire per scegliere diversamente. La scelta è tua.


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